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Prezzi del petrolio di nuovo volatili a causa della tensione nel Golfo

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Il clima di grande tensione USA-Iran minaccia i progressi nei negoziati per porre fine al conflitto

I nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran hanno riacceso la paura di una crisi energetica e di una corsa dell’inflazione. Tuttavia dopo un forte aumento iniziale i prezzi del petrolio l’hanno fatto marcia indietro, pur conservando una forte volatilità.

Cosa succede ai prezzi del petrolio

petrolioSubito dopo la ripresa delle ostilità nel Golfo, i prezzi del petrolio hanno conosciuto una nuova fase rialzista. Il Brent è passato dai 70 dollari per barile di lunedì a superare la soglia degli 80 dollari durante la giornata di mercoledì. Il forte aumento tuttavia è stato successivamente riassorbito in parte, con le quotazioni che sono scese verso i 77 dollari per barile.

Una dinamica analoga hanno avuto i barili del West Texas Intermediate, che attualmente scambiano attorno ai 73 dollari per barile. E dire che appena pochi mesi fa si riteneva che ci fosse il rischio che le quotazioni sprofondassero verso i 50 dollari per barile.

Lo scenario incerto

Quello che più preoccupa gli investitori è il nuovo clima di grande tensione che minaccia i progressi nei negoziati per porre fine al conflitto. Questa è una condizione necessaria per la completa riapertura del transito attraverso lo strategico Stretto di Hormuz.

Bisogna sottolineare che questo luogo geografico è uno snodo cruciale del sistema energetico globale. Anche brevi interruzioni possono avere un impatto significativo sui prezzi del petrolio, sui costi di trasporto e sul sentiment di mercato. Giova sottolineare che, anche se altre commodities diventano sempre più importanti in un’ottica green dell’economia, l’energia resta ancora saldamente ancorata al petrolio.

Le scorte elevate hanno impedito una fiammata

Allo stato attuale il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Iran allontana di nuovo la possibilità di una pace. Prima di quest’ultima escalation di tensione, i prezzi del petrolio erano andati in netto calo perché il mercato cercava di smaltire le forniture provenienti dal Medio Oriente, rese disponibili a seguito del cessate il fuoco. Ciò aveva provocato anche un accumulo di scorte, altro fattore ribassista sul prezzo.

Settimana scorsa Infatti l’EIA (Energy Information Administration) ha riferito che le scorte di greggio negli USA erano cresciute per la prima volta da metà aprile.
Secondo gli analisti, i prezzi del petrolio potrebbero rimanere elevati nel breve termine a causa dell’incertezza legata al conflitto e mantenere anche una forte volatilità. Intanto sul mercato avanza l’India, che gioca su due tavoli e potrebbe aumentare la sua quota.

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