Se sul mercato delle valute il dollaro sta recitando la parte del leone e catalizzando l'interesse generale, sul mercato delle commodities ci sono diversi spunti interessanti che meritano grande attenzione da parte degli investitori. Le cose peraltro si intrecciano.
L'andamento di alcune commodities
Cominciamo dall'andamento del nichel, che sta sprofondando ed ha toccato il livello più basso degli ultimi 11 mesi. Il prezzo del nichel è sceso fino a 11.360 dollari a tonnellata, sia al London Metal Exchange (LME) che alla borsa metalli di Shanghai (SHME) le cose non stanno andando affatto bene. Probabilmente questo calo è dovuto alle preoccupazioni riguardo alla debolezza della domanda cinese. Ma un certo peso ce l'ha pure l'ormai logorante guerra delle tariffe sul commercio internazionale tra gli Stati Uniti e la Cina.
Domanda debole per l'acciaio
Non se la passa meglio il mercato dell'acciaio, una delle commodities più "apprezzata" dai trader. La domanda complessiva sta infatti rallentando, complice anche la stagione invernale che accentua questo problema, mentre la produzione è troppo alta. Si genera quindi un eccesso di offerta che spinge i prezzi verso il basso.
In discesa anche il petrolio
Anche il petrolio sta vivendo una fase di acuta debolezza. Tra il picco di ottobre e l'inizio di novembre l'oro nero ha perso circa il 20% del proprio valore. Una discesa così ripida da indurre l'OPEC e i paesi produttori a valutare un nuovo piano di tagli produttivi dalla fine dell'anno (circa un milione di barili al giorno).
Come detto all'inizio, tutti questi discorsi si intrecciano con la rinnovata forza del dollaro. Un dollaro più alto si traduce in prezzi più bassi delle materie prime. L'andamento del biglietto verde, i prezzi del petrolio e l’economia cinese sono i tre fattori critici che dominano il mercato delle commodities, e che potrebbero creare ancora molti problemi.




