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Commercio di grano paralizzato dai trasporti a rischio, così la guerra fa impennare i prezzi

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Il passaggio nel Mar Nero è diventato ad altissimo rischio, così l’output che arriva sul mercato si riduce

A causa dei reciproci attacchi tra Russia e Ucraina, le rotte del commercio di grano sono praticamente paralizzate da diverse settimane. L'inevitabile conseguenza è che i prezzi sono schizzati alle stelle. Alla fine di agosto i futures sul grano hanno toccato i massimi degli ultimi 3 anni.

Cosa sta frenando il commercio di grano

granoA causa del collasso degli accordi di navigazione sicura, i trasporti nel Mar Nero sono diventati ad altissimo rischio. Nelle ultime settimane l'Ucraina ha intensificato gli attacchi contro le navi russe, costringendo così Mosca a battere delle rotte alternative attraverso il Baltico oppure via terra. Ma si tratta di trasporti molto complessi, che non sono il massimo per il commercio di grano.
Al tempo stesso, a causa dei bombardamenti sulle infrastrutture di Odessa e del fiume Danubio, la quantità di cereali prodotta in Ucraina è crollata del 75%, toccando il livello più basso degli ultimi 16 anni. Ricordiamo che l'Ucraina è uno dei maggiori produttori mondiali di semi di grano, girasole e mais (il cui prezzo è spinto in rally da altri fattori).

Il calo dell'output sul mercato

Secondo i dati più recenti, la contrazione dei flussi via mare dal Mar Nero è arrivata al 26% provocando sul mercato una penuria di grano. La Turchia ha imbastito delle trattative sia con la Russia che con l’Ucraina riguardo al passaggio sicuro delle esportazioni nel Mar Nero, alleviando un po' le preoccupazioni.Ma intanto la scarsità di offerta ha spinto il costo del grano verso l'alto.

Le quotazioni sul mercato

Al Chicago Board of Trade (CBOT) i futures sul grano tenero sono cresciuti anche di 45 centesimi al giorno per bushel, portando l'incremento da inizio anno a superare un terzo. I futures del grano si trovano a circa 7,50 dollari per bushel. Solo negli ultimi due mesi la crescita della quotazione è stata superiore al 20%, ed ha portato il prezzo sui livelli massimi degli ultimi tre anni, segnando anche un doppio massimo trading.

La situazione paradossale è che mentre la quotazione del grano schizza verso l'alto per via di un deficit di offerta, nei mercati interni di Russia e Ucraina i prezzi invece crollano perché continuano ad aumentare gli stock accumulati e invendibili (lo scorso anno pure in Italia le quotazioni del grano troppo basse fecero calare la produzione).
Tutto questo espone i coltivatori locali al rischio bancarotta, perché senza esportazioni non possono raccogliere fondi iniziare il prossimo ciclo di raccolta.

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