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Prezzi dell’energia, il rally di agosto non si spegne neppure in avvio di settembre

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Il problema è che il transito commerciale per Hormuz rimane su livelli molto inferiori rispetto a quelli antecedenti al conflitto

Ancora una volta i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran sono entrati in una fase di stallo, lasciando il posto a nuove escalation militari nelle ultime settimane. Ciò ha spinto i prezzi dell'energia al rialzo tanto nel mese di agosto quanto nella prima settimana di settembre. Inoltre gli scenari continuano a non essere incoraggianti.

I driver dei prezzi dell'energia

energiaA causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, il commercio attraverso lo stretto di Hormuz rimane limitato, nonostante Trump affermi che la via è sicura. Il transito commerciale rimane su livelli molto inferiori rispetto a quelli antecedenti al conflitto e ciò rende estremamente nervoso il mercato, che teme forti ripercussioni soprattutto dal lato dell'offerta di energia. Ne consegue che i prezzi del petrolio Brent hanno continuato ad essere robusti, salendo oltre i 95 dollari per barile nell'ultima settimana. Il WTI invece è rimasto attorno alla soglia dei 90 dollari per barile (il greggio può essere negoziato su tutti i broker Consob autorizzati).

Preoccupazione per il gasolio

Anche sul mercato dei distillati c'è una forte carenza di offerta che pesa sui prezzi. In particolar modo questo scenario si avverte principalmente per il gasolio, che ha toccato quota 4,6 dollari per gallone. Sul mercato si sente anche l'estensione per un ulteriore mese del divieto di export da parte della Russia, che sta cercando in questo modo di stabilizzare il mercato interno, fiaccato dagli attacchi ucraini alle raffinerie.

Va ricordato che il problema delle forniture non riguarda solo l'energia, ma quasi tutti i beni. Ad esempio, anche il commercio di grano è paralizzato dai trasporti a rischio, così la guerra fa impennare i prezzi di questa commodity alimentare. 

Grandi timori anche per il gas naturale

Il settore dell'energia continua ad ogni modo ad essere gravato da forte nervosismo ad ampio raggio. Una situazione critica dal lato dell'offerta c'è per il gas naturale in Europa e in Asia, e la ripresa delle ostilità in Medio Oriente è un ulteriore fattore di rischio per l'approvvigionamento. Con il livello delle scorte che è attualmente basso ed una competizione per i carichi di GNL che è molto elevata, la quotazione del TTF olandese ha superato i 70 euro per MWh, toccando il livello di prezzo più elevato dalla crisi energetica del 2022. A causa di questi costi sempre più alti, quasi metà reddito se ne va per le spese obbligate delle famiglie.

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