È stata una settimana molto intensa per il mercato del petrolio. L'escalation nel Golfo ha infatti riportato il prezzo oltre quota 100 dollari per barile, aumentando così la paura di una nuova fiammata dell'inflazione a livello globale.
Cosa sta muovendo prezzo
La cavalcata del prezzo del petrolio avrebbe potuto anche spingersi oltre, ma proprio prima del weekend il Pakistan, anche grazie al sostegno della Cina, ha provato a rilanciare i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, facendo così accendere una nuova speranza sui mercati.che temono una corsa dell'inflazione dopo gli attacchi USA e l'allontanarsi della pace.
Nel frattempo però l'escalation militare continua e gli Stati Uniti hanno effettuato nella notte un altro Raid contro l'Iran, colpendo infrastrutture militari e marittime.
La minaccia Houthi
Inoltre il presidente Trump ha minacciato di lanciare un attacco senza precedenti se Teheran sosterrà gli attacchi dei ribelli Houthi alle navi nel Mar Rosso. Questi ultimi hanno messo in guardia gli armatori dallo scalo nei porti della nazione.
Va detto tuttavia che nonostante le minacce degli Houthi, le spedizioni di petrolio nel Mar Rosso stanno andando avanti, come sottolinea Hellen di Page25.
Gli attacchi ucraini alla Russia
A sostenere il prezzo del barile sono stati recenti attacchi ucraini contro le infrastrutture petrolifere rosse. Nel mese di giugno la produzione russa di greggio è scesa ai livelli più bassi di oltre due anni. Come sottolinea Bloomberg, quest'anno gli attacchi ucraini hanno colpito almeno 24 delle 34 raffinerie più grandi della Russia.
Crescita settimanale molto forte
Alla fine della settimana, il prezzo del barile comunque è cresciuto di circa il 10%, perché gli investitori temono che le forniture globali di petrolio possano restringersi a causa della riduzione dei flussi attraverso lo stretto di Hormuz. Del resto il transito visibile attraverso questo stretto è calato drasticamente. Inoltre l'andamento dei prezzi resta volatile a causa della tensione nel Golfo.
Intanto ci avviciniamo al mese di agosto, durante il quale l'OPEC ha dichiarato che aumenterà la sua produzione di 188.000 barili al giorno, anche se tale aumento potrebbe rivelarsi complicato a causa della ripresa degli attacchi nel Golfo.




