La propensione al rischio dà una spinta alla quotazione di alcune materie prime. Tra questi spicca il guadagno di prezzo del rame, che avanza per il terzo giorno consecutivo e resta non molto lontano dal record storico.
La situazione di prezzo del rame
Sul mercato il contratto di riferimento a tre mesi sul London Metal Exchange è cresciuto a 14.400 dollari per tonnellata. Invece i futures sul rame sono saliti a circa 6,6 dollari per libbra. Come accaduto già varie volte quest'anno, il prezzo del rame marcia verso i massimi storici.
Ma cosa è che sta spingendo il prezzo del rame? Anzitutto l'attenuarsi delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed. Questo scenario spinge gli investitori verso gli asset più rischiosi, perché quando i tassi di interesse crescono in genere penalizzano gli asset non redditizi come le materie prime, mentre quando non crescono gli investitori sono incentivati a puntare su asset più rischiosi ma potenzialmente redditizi.
La domanda di metallo
Ma poi ci sono le dinamiche della domanda e dell'offerta. Il prezzo del rame risente soprattutto della spinta della domanda, che beneficia della rapida espansione dei Data Center e delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (per la quale in Italia si rischia che circa 4 milioni di posti di lavoro vadano persi).
E' altrettanto vero però che nel breve termine le prospettive della domanda di rame vengono ridimensionate dalla debolezza dell'attività industriale in Cina, il maggiore consumatore di metallo rosso al mondo.
L'offerta di metallo
Per quanto riguarda la situazione dell'offerta invece, un driver rialzista del prezzo del rame è il calo della produzione cilena. Nel mese di agosto è stato registrato il livello più basso di output addirittura da febbraio 2011. Inoltre pesanto gli scioperi nella miniera Centinela di Antofagasta, dopo che le trattative salariali sono fallite. Un altro driver rialzista è la situazione delle scorte, che ancora ridotta.
Al contrario, un fattore ribassista per il rame è l'aumento del prezzo del petrolio che penalizza la produzione industriale in generale (ad esempio, in Italia le imprese meccaniche hanno subito un contraccolpo “significativo”).
La variabile Trump
Sul mercato del rame – e quindi sul prezzo del metallo rosso – pende poi la questione relativa alle tariffe dell'amministrazione Trump. Resta ancora in dubbio se verranno imposti dazi sul metallo raffinato. Quando in precedenza ha minacciato questo tiopo di tariffe, c'è stato un aumento delle spedizioni verso i magazzini americani che ha contribuito all'aumento del prezzo del rame.





