Dopo essere scivolata sul livello più basso da dicembre dello scorso anno, gli acquisti sul nickel hanno riportato il prezzo oltre 16.000 dollari per tonnellata. II recente calo ha attirato un certo interesse all'acquisto, che si profila più come una ripresa tecnica che una vera e propria svolta i mercato.
I timori restano malgrado gli acquisti sul NICKEL
Prima che riprendessero gli acquisti sul nickel (con un head and shoulders – testa e spalle trading sul grafico intraday), il mercato aveva sofferto la scelta dell’Indonesia (dove si concentra il 67% della produzione mondiale, ben 2,6 milioni di tonnellate) di tagliare i prezzi di riferimento per il minerale di bassa qualità. La nuova formula dimezza quasi il costo all’1,2%, il che potrebbe ridurre i costi delle materie prime per gli impianti HPAL e incoraggiare un maggiore utilizzo delle riserve di bassa qualità. Per questo si stima un aumento di capacità quest’anno e il prossimo, che potenzialmente aumenterà l’offerta globale (fattore ribassista per il prezzo).
Altri driver del mercato
Inoltre, la prospettiva di rialzi dei tassi da parte delle banche centrali ha spinto la quotazione del dollaro e gravato in generale sui metalli di base.
Anche le scorte elevate lungo tutta la catena di approvvigionamento del nickel indicano una riduzione, limitando la possibilità la ripresa sostenuta nonostante i recenti acquisti che hanno propiziato il rimbalzo dei prezzi.
Ricordiamo che questo discorso interessa motlissimo l'UE, che è quasi esclusivamente un importatore di nickel che è inserito tra le materie prime critiche e strategiche (anche il molibdeno potrebbe finire tra i metalli critici per la UE).
Prospettive a breve e lungo termine
Tuttavia, le recente ripresa deve comunque fare i conti con le prospettive a breve termine limitate dalla debole domanda cinese a valle, con l’approvvigionamento di sale di nickel e l’accumulo di scorte spot modesti, mentre alcuni produttori di precursori hanno ridotto i tassi operativi.
Inoltre le condizioni di siccità in Indonesia hanno limitato l’impianto Excelsior Nickel Cobalt di Nickel Industries al 30% della capacità nominale, limitando la crescita dell’offerta a breve termine. L’interruzione si aggiunge alle preoccupazioni sulla produzione del parco industriale Morowali in Indonesia, che potrebbe diminuire dal 30% al 40% se non verranno garantite nuove fonti d’acqua.
Nel lungo termine, i permessi statunitensi previsti per l’estrazione mineraria in acque profonde potrebbero eventualmente aprire la strada a ulteriori forniture di nichel, cobalto, rame (che viaggia verso un grosso deficit di offerta) e manganese.





